TEATRO DI SACCO presenta CELACANTO
TEATRO DI SACCO
presenta
CELACANTO
favole e leggende da mezzo mondo
CELACANTO – madagascar
IL BAMBINO NEL SACCO – italia
LA LEPRE E IL LEONE – india
STORIA DEL PESCATORE E DELL’ALBORELLA D’ORO – russia
LA DISCORDIA INCONSISTENTE – persia
CHI SPOSERA’ KUMBA – senegal
con
MIRKO CAPRAI
ISIDE PATTARO
VALENTINA GIANFRANCESCHI
NICOLA FALOCCI
PAMELA DEL PIANTA
MAURO SILVESTRINI
ANGELA PELLICCIARI
Regia di Roberto Biselli
Allestimento a cura del Teatro di Sacco
Lo spettacolo, della durata di 60’, è un progetto di teatro di narrazione interetnica che, utilizzando fiabe e leggende di varia provenienza culturale e geografica, attraversa stili e umori diversi, fantasie, giochi sonori e verbali atti a far conoscere culture altre, scoprendone affinità e fascinazioni comuni.
Uno spettacolo sul mondo, sulle sue magie e invenzioni, in grado di coinvolgere grandi e bambini.
Divertente, affascinante e pieno di colori, lo spettacolo si presta ad essere apprezzato da un pubblico molto ampio, che sarà incuriosito e trascinato dai fascinosi richiami di storie di popoli lontani. In particolare sarà gradito alle famiglie con bambini, essendo al tempo stesso un momento di piacevole intrattenimento e un percorso intelligente, che può aiutare tutti a comprendere come la Terra e i suoi popoli siano un bene prezioso, a cui tutti apparteniamo e che dobbiamo imparare a ri-conoscere e ad apprezzare bene, per esserne in grado di coglierne le bellezze diverse e rispettarne le differenze.
Le storie provengono da ben quattro continenti, ma praticano lo stesso modello: si parla di rispetto, di amore, di pace, di amicizia, del valore delle piccole cose, di forza interiore e di tanto altro, utilizzando canzoni, danze, personaggi esilaranti e pieni di fascino, che rimandano ad un mondo fantastico ma non troppo distante dal nostro…
Dalla cultura popolare, fanciullesca, profumata e inquieta dell’Oriente e dell’Occidente, uno spettacolo di animali antropomorfi e umani leggendari, svisamenti e rivelazioni, miserie e nobiltà.
SCHEDA TECNICA-ECONOMICA
Lo spettacolo si presta ad essere realizzato in qualsiasi luogo, all’aperto, in spazi circoscritti, quali piccole piazze, chiostri, giardini, o al chiuso e non richiede particolari accorgimenti tecnici; ciononostante, il cachet dello spettacolo che è fissato in € 1.000,00 non comprende i costi di eventuali strumenti illumino-fonici per i quali il Teatro di Sacco debba provvedere autonomamente.
Per repliche serali necessita di un impianto di illuminazione da piazzato standard.
Qualora il luogo di rappresentazione non consenta un corretto ascolto in acustico necessita di un impianto di amplificazione per gli attori comprensivo di 6 microfoni radio a capsula.
TEMPO DI MONTAGGIO – 1 ora comprensivo di sound-check con tecnico fonico
Per contatti:
Valentina Colazzo – 331 6672969
TEATRO DI SACCO
Via Santini 8 06121 Perugia
Ai nostri spettatori adulti/bambini…
Come farà Pierino Pierone a fidarsi ogni volta della Strega Bistrega, questo non si sa proprio o forse lo sanno quei bambini che continuano, nonostante tutto, a credere alle parole degli adulti, eppure così spesso si finisce in padella a cuocere nel brodo o a friggere come un supplì.
C’è anche il tempo di reagire con una cattiveria ancor più grande del cattivo per costringerlo a “rovinare” quasi da solo nei suoi disastri senza recar danno ad altri, ma si sa responsabilizzarsi è un po’ come morire, alla fine.
Ma agli adulti o allocchi di turno, anziani e lenti o in attesa di chissà cosa sa rispondere lesto chi arraffa anche l’ultimo mezzo nel tremendo bellissimo sberleffo di una adolescenza incorreggibile e son dolori per i puri di cuore che rari albergano questo mondo.
Allora che fare… sotto il sole e la luna che per garbo e incerta inquietudine ci osservano tristi e in esilio dalla volta celeste mentre l’acqua continua gioiosa a scorrere sotto i ponti, casa di creature straordinarie da rispettare ed amare come Celacanto… resistere alle tentazioni e assaporare il buio a pezzetti ogni notte o scoperchiare la pentola dell’intero universo stellato, scatenando conflitti insanabili, dolorosi ma veri.
Non si sa, ripeto, e le fiere e i mostri forti e violenti continueranno ad assediarci fintanto non li costringeremo a mirarsi allo specchio, ci lasceranno forse in pace annegati dalla loro ignoranza, inesperti di linguaggi e comunicazioni privilegiate che ancora, come una volta, potranno salvarci dalla guerra e dall’odio.
Riusciremo insieme allora a spiluccare tutti gli acini di un grappolo d’uva risolvendo l’enigma finale di questa sapiente rete di storie che inneggia al dubbio, all’incertezza, alla tolleranza, al pensiero:
Chi sposerà Kumba ?


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