Informazioni turistiche e enogastronomiche sull'Umbria

Informazioni sulla storia dell’Umbria e delle sue città, dalla preistoria ai giorni nostri


October 27th, 2007 by admin

« \mathfrak{F}orse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno. »
 

(Henry James, Transatlantic Sketches, 1875)

Arco Etrusco a PerugiaPerugia è una città di 161.944 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e della regione Umbria.

Città d’arte, Perugia è meta di numerosi turisti e ospita una antica Università degli studi, fondata nel 1308, oltre che la maggiore Università per stranieri d’Italia.

Perugia è una città innovativa nel campo dei trasporti pubblici: è stata la prima città italiana a costruire scale mobili in più punti della città, per far raggiungere il centro a piedi. La città si sta inoltre dotando di un sistema di metropolitana leggera sopraelevata denominato Minimetrò.

Storia di Perugia

I primi insediamenti di cui siamo a conoscenza nel territorio risalgono ai secoli XI e X a.C., con la presenza di villaggi nei pressi delle falde dell’altura perugina ed a partire dal secolo VIII anche sulla sommità del colle dove sorgerà la città. Il rapido sviluppo di Perugia è favorito dalla posizione dominante rispetto all’arteria del fiume Tevere e dalla posizione di confine tra le popolazioni Etrusche ed Umbre. Il vero e proprio nucleo di Perugia si forma intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., e dalla disposizione delle necropoli etrusche abbiamo una testimonianza indiretta dell’epansione del primo tessuto urbano. Perugia diventa in breve una delle più importanti città etrusche e una delle 12 lucumonie, dotandosi successivamente (IV secolo a.C.) di una poderosa cinta muraria, ancor oggi visibile.

Con la battaglia di Sentino (295 a.C.), Perugia e gran parte dell’Umbria entrano nell’orbita romana, pur conservando la propria lingua (l’uso dell’etrusco è documentato in città fino a tarda età repubblicana), ed una limitata autonomia municipale. La città si mantenne fedele a Roma durante la II guerra punica dando rifugio ai romani dopo la tragica sconfitta nella Battaglia del Lago Trasimeno nel 217 a.C.. Ma è solo a partire dal I secolo a.C., in seguito alla Guerra Sociale, che Perugia si integra pienamente nello stato romano con la concessione della cittadinanza (89 a.C.). La città è uno degli scenari della Guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio, e viene incendiata nel 41 a.C. durante il Bellum Perusinum. L’imperatore Augusto ricostruisce qualche anno più tardi la città permettendole di fregiarsi del titolo di Augusta Perusia. Perugia, rimodellata secondo stilemi romani, si espande anzi ulteriormente, pur mantenendo, nel suo nucleo centrale, l’assetto viario etrusco. In età imperiale la città si sviluppò ben oltre la cinta etrusca. Nella seconda metà del III secolo l’imperatore Vibio Treboniano Gallo, perugino d’origine, dà alla città lo ius coloniae.

Importante centro di collegamento tra la via Amerina e la Flaminia, nel 493 Perugia viene conquistata dagli Ostrogoti di Teodorico. Nel 537 le truppe bizantine di Belisario si scontrano con quelle Ostrogote di Vitige proprio nei pressi di Perugia. Nel 548 Totila espugna dopo un lungo assedio la città ed uccide il Vescovo Ercolano. Con la fine degli Ostrogoti e sino all’VIII secolo la città resterà sotto il dominio bizantino, eccettuati due brevi periodi di occupazione da parte dei longobardi sul finire del VI secolo.

A partire dalla seconda metà dell’VIII secolo Perugia e il suo territorio entrano nella sfera di influenza del Papato, a sua volta vincolato in vario modo all’Impero Carolingio, e sono retti nei due secoli successivi da un Governo vescovile.

Nel 1139 si ha la prima attestazione del Governo dei Consoli e della nascita del Comune. Agli inizi del XII secolo il potere è diviso tra i Consoli, un’assemblea generale (l’Arengo), ed un consiglio minore. Nella seconda metà del secolo Perugia ha un ampia sfera d’influenza nel contado circostante, avendo espanso i propri territori verso Gubbio e Città di Castello a nord, e verso Città della Pieve, il Lago Trasimeno e la Val di Chiana a ovest-sudovest. Nel 1198 la città accetta la protezione di Innocenzo III, rimanendo costantemente guelfa. Nel 1286 vengono contate ben 41 arti.

Negli anni fra Duecento e Trecento, il Comune attua un imponente sviluppo urbano: è il periodo del governo mercantile, esercitato dai Priori, eletti fra gli iscritti alle arti, e con sede nel Palazzo dei Priori (XIII-XV secolo); nel 1308 viene istuita l’Università; nel 1342 viene redatto lo Statuto in volgare. Nonostante la peste nera e le sue vittime, Perugia dà ancora delle prove di forza nel 1352 e nel 1358, quando sconfigge prima Bettona, distruggendola, e poi Siena e Cortona (Battaglia di Torrita).

Nel 1370 Perugia ritorna sotto la Chiesa a causa della sconfitta nella guerra contro Urbano V. A causa delle lotte interne e del tentativo di sottrarsi al dominio papale si succedono diverse signorie (Michelotti, Visconti, Fortebracci); e proprio con Braccio Fortebracci da Montone si realizzarono importanti opere pubbliche come, ad esempio, la residenza di Braccio in piazza, della quale rimangono solo le logge, o il Sopramuro. Assumerà forme di Signoria anche il dominio sulla città della famiglia Baglioni tra il 1438 e gli inizi del XVI secolo.

Nel XV secolo e nei primi decenni del secolo successivo, la città si impone come un importante centro artistico (basti pensare al Pinturicchio e al pievese Perugino) e culturale (fra i tanti che riceveranno la propria formazione a Perugia ci saranno anche il grande Raffaello Sanzio e Pietro Aretino). Nel 1540 a seguito di una sfortunata guerra contro Paolo III Farnese, la città perde le sue libertà civiche e la sua secolare autonomia e passa nuovamente alle dirette dipendenze dello Stato della Chiesa che obbliga la cittadinanza a costruire l’imponente Rocca Paolina, dove si insedia una guarnigione pontificia.

A partire dalla metà del XVI secolo e fino al momento della sua ricongiunzione all’Italia (1860) Perugia vivrà un lungo periodo di stagnazione demografica e economica, omologandosi al resto delle province pontificie. Purtuttavia, sotto il profilo architettonico e artistico, la città continuerà ad arricchirsi di edifici di pregio e ad avvalersi dell’opera di una serie di esecutori di alto livello professionale. Sono di questo periodo molte delle residenze patrizie che al giorno d’oggi abbelliscono Perugia (fra cui i palazzi Donini, Della Penna, Gallenga Stuart e Conestabile della Staffa) e alcune prestigiose chiese barocche, prima fra tutte quella dedicata a San Filippo Neri.

Il 20 giugno del 1859 si consumano le cosiddette “stragi di Perugia“, perpetrate dai reggimenti svizzeri inviati contro i patrioti cittadini che si erano ribellati al dominio dello Stato della Chiesa. Il 16 settembre 1860, in seguito alla battaglia di Castelfidardo, il capoluogo umbro si ricongiunge al nascente Regno d’Italia.

Nel 1922 da Perugia parte la Marcia su Roma. Il 20 giugno 1944, pochi giorni dopo l’abbandono della zona da parte dei soldati tedeschi, entrano in città, da Porta San Pietro, le truppe alleate britanniche. Il 24 settembre 1961, promossa dall’intellettuale antifascista Aldo Capitini, venne organizzata la prima Marcia per la pace Perugia-Assisi.

Fonte: Wikipoedia

October 7th, 2007 by admin

Si svolge oggi a Trevi il Palio dei Terzieri, rievocazione storica che mette difronte i Terzieri (suddivisioni della città) di Castello, Matiggia e Piano. Il palio consiste in una corsa a staffetta, in cui le squadre devono spingere dei carretti pesanti oltre 4 quintali!! Vista al difficoltà, i ragazzi si allenano fin dalla primavera precedente.

Maggiori informazioni su ProTrevi

October 5th, 2007 by admin

Lago Trasimeno

La battaglia del Trasimeno

a Battaglia del Lago Trasimeno, una delle più importanti della Seconda guerra punica, avvenne nel 217 a.C., all’alba del 24 giugno (secondo il calendario non riformato, corrispondente all’aprile di quello giuliano), fra le forze cartaginesi comandate da Annibale e le legioni romane comandate dal console Gaio Flaminio. In effetti, più che di una battaglia si trattò di un massacro. Le forze romane furono colte di sorpresa durante una marcia di spostamento.

Annibale, abbandonata la Gallia Cisalpina era sceso in Etruria e si stava dirigendo verso Roma. Le devastazioni dell’esercito cartaginese costrinsero Flaminio a spostarsi dalle basi di Arezzo e dirigersi verso sud per cercare di intercettare Annibale. L’altro console, Gneo Servilio Gemino, nel frattempo, essendo partito da posizioni ancora più lontane, stava marciando lungo la nuovissima Via Flaminia per ricongiungersi al collega, proprio lo stesso che l’aveva costruita tre anni prima. Annibale, ovviamente, avrebbe rischiato troppo provando a combattere con i due eserciti consolari riuniti e non attese il ricongiungimento. Alla sera accampò le sue truppe appiedate sulle colline sopra il lago e nascose in una gola la micidiale cavalleria numidica di cui i romani ancora non avevano afferrato l’importanza tattica.

La mattina era nebbiosa. Le quattro legioni di Flaminio, non essendo a conoscenza della posizione del nemico procedevano senza particolari accorgimenti difensivi e d’altra parte le loro metodologie belliche erano ancora ferme allo scontro frontale, ben dichiarato e con il nemico schierato di fronte. Annibale non schierò le sue truppe, le scatenò proditoriamente sulla colonna in marcia che venne stretta fra le colline e le rive del lago, accerchiata. Fu, appunto, un massacro in cui persero la vita 15.000 romani, massacrati sul campo e “diecimila, sparsamente fuggendo per tutta l’Etruria, giunsero a Roma per diverse vie” (Liv., XXI, 7, 2); a questi vanno aggiunti i prigionieri, che Polibio (III, 85) stima in numero di più di quindicimila. (Lo stesso console Flaminio, che cinque anni prima aveva distrutto Milano, fu ucciso da un cavaliere insubre di nome Ducario. Quest’ultimo, ci racconta Tito Livio, “cacciati gli sproni nel ventre del cavallo, si gettò impetuosamente in mezzo alla foltissima schiera dei nemici ed abbattuto prima lo scudiero che si era lanciato incontro a lui che avanzava minaccioso, trafisse il console con la lancia” (Storia di Roma, 22-6).
Il giorno dopo vennero sconfitti anche alcuni reparti di cavalleria di Servilio appena arrivati, che si scontrarono con la cavalleria numida di Maarbale.
Qualche migliaio di superstiti delle legioni si disperse in Etruria o riuscì a raggiungere Roma.

Contrariamente a quanto accaduto con la battaglia della Trebbia, questa volta il disastro non venne nascosto; il Trasimeno era troppo vicino. Servilio assunse il comando delle forze navali, Marco Atilio Regolo sostituì Flaminio al consolato ma, come sempre nelle più dure avversità, Roma nominò un dittatore: Quinto Fabio Massimo che passerà alla storia come cunctator (“Temporeggiatore”).

(fonte: Wikipedia)

Il Lago Trasimeno
Il Trasimeno è uno dei principali laghi del territorio italiano, ponendosi come uno dei più estesi e raggiungendo una profondità di 7 metri, è certamente il luogo ideale dove trascorrere un piacevole soggiorno alla scoperta della natura, delle bellezze ambientali e del relax, immersi tra panorami assolutamente suggestivi.
Sul lago si trovano tre meravigliose isole, l’Isola Maggiore, abitata solamente da 35 persone, l’Isola Minore, oggi disabitata ma molto frequentata nel corso del XV e per finire l’Isola Polvese, sede di un meraviglioso Castello Medievale, risalente al 1300.
Sicuramente importanti sono gli abitati che si ergono sulle coste del lago, ricordiamo Città della Pieve, con il Palazzo dei Priori ed il Palazzo Vescovile, Castiglione del Lago, custode della Chiesa di Santa Maddalena, San Feliciano, a est del lago, Passignano sul Trasimeno, con la sua meravigliosa Chiesa di San Rocco e Tuoro sul Trasimeno, con il Centro Documentazione ed il Museo del Merletto.
Il Lago ebbe origine da fenomeni tettonici, sorge sotto la provincia di Perugia, e riceve le acque degli emissari dell’Anguillare, del Tresa e del Moiano, viene considerato come il quarto lago del territorio italiano per quanto riguarda grandezza.
L’incantevole Lago Trasimeno si colloca immerso tra i territori dell’Umbria e della Toscana, il favoloso lago, è gestito, dal punto di vista dell’amministrazione, dall’Umbria nonostante questo però, può di mescolare le tradizioni e la storia di queste incantevoli terre nel cuore dell’Italia.
Fa parte del lago il paese di Magione, con la Chiesa di San Giovanni Battista, ricordiamo poi Paciano, con la sua Torre d’Orlando, Panicale, tra le cui vie si trovano una fontana quattrocentesca e la Fontana del Leone, e per concludere Borghetto.