Blog sull\’Umbria

October 14th, 2009 by admin

CASCIA

23-24-25 ottobre

IX Mostra mercato dello Zafferano Purissimo di Cascia

Al declinar dell’autunno, quando i semi della terra si preparano al lungo sonno invernale per fiorire rigogliosi in primavera, nelle piazze, nelle vie e nelle botteghe di Cascia – nei giorni 23-24-25 ottobre – il Paese dedica allo zafferano – un fiore che sboccia tardivo – una Mostra Mercato, con lo scopo di far conoscere questa spezia presente nel territorio sin dal periodo medievale, ma la cui coltivazione è stata ripresa da pochi anni.

Documenta fin dal secolo XIII, la produzione di zafferano trova una più estesa descrizione nelle rubriche della sezione dei Danni Dati degli Statuti di ciascun Castello della Valnerina: codificazione scritta di antiche consuetudini che, manoscritte nel periodo comunale e redatte a stampa nel sec. XVI, assumono valore di norme da rispettare.

Gli attuali produttori, come i loro predecessori, per tutelare e ripotenziare questa coltivazione si sono costituiti nell’Associazione di Produttori dello “Zafferano di Cascia – Zafferano Purissimo dell’Umbria”, che si propone di difendere e salvaguardarne la tipicità ed i tratti caratteristici.

La Mostra Mercato si svolge nel periodo immediatamente successivo alla fioritura della pianta che si compie al massimo in tre settimane; la raccolta è realizzata rigorosamente a mano nelle prime ore del giorno, prima che i fiori si aprano, per permettere di mantenerne pulite le parti pregiate, limitate agli stimmi e ai pistilli; parti che verranno poi tostate per circa 20 minuti, fino a quando lo stimma compresso tra le dita comincia a polverizzarsi.

Una curiosità: per ottenere un grammo di stimmi occorrono quasi 200 fiori!

Durante la manifestazione, oltre visitare lo Zafferano in vetrina in stands espositivi, molti sono gli appuntamenti previsti per conoscere le molteplici utilizzazioni della pregiata spezia. Dallo Zafferano in Mostra ed in Biblioteca per indagare sui molti testi, documenti e manoscritti, con argomento lo zaffarame di Cascia; allo Zafferano in Tavola con la possibilità di degustare pietanze antiche o reinterpretate, tinte di giallo da questo ingrediente, fino allo Zafferano in campo, attraverso escursioni guidate per visitare le aziende produttrici di zafferano ed i campi coltivati.

PROGRAMMA

Venerdì 23 ottobre

Ore 15,30 • Piazza Garibaldi e Piazza S. Francesco

Apertura del Mercato dello Zafferano alla presenza di

autorità civili e religiose

Ore 16,00 • Piazza S. Francesco

Inaugurazione della Mostra Iconografica:

“La Valnerina: paesaggi di ieri e paesaggi di oggi”

a cura del Sistema Turistico Associato.

Ore 16,30 • Giardini Mario Magrelli

Degustazione gratuita dello zafferano e musica della Banda

di Cascia fra gli stands.

Ore 17,00 • Sala S. Pancrazio

Presentazione della 9a Mostra Mercato dello Zafferano di

Cascia e del percorso dello zafferano:

Lo Zafferano al mercato, Piazza Garibaldi e Piazza

S. Francesco.

Lo Zafferano a convegno, Sala S. Pancrazio.

Lo Zafferano in mostra, Piazza Garibaldi e

Piazza S. Francesco.

Lo Zafferano in biblioteca, “Limonaia” di Palazzo

Carli.

Lo Zafferano a tavola, Ristoranti di Cascia.

Lo Zafferano in vetrina, Esercizi commerciali di

Cascia.

La via dell’oro – Degustazioni guidate nei luoghi

d’eccellenza di Cascia.

Al termine Concerto di Fortepiano e Violino

Ore 20,00 • Hotel delle Rose

Cena di Gala in collaborazione con l’IPSSART di Spoleto

e presentazione della “Videoricetta 2009”

Sabato 24 ottobre

Ore 09,00 • Piazza Garibaldi

Apertura del Mercato dello Zafferano.

Ore 10,00 • Sala San Pancrazio

Convegno: “Presentazione del progetto sulla valorizzazione

turistica e culturale dei luoghi di S. Rita da Cascia”.

Ore 11,30 • Stand dell’annullo filatelico

Annullo postale realizzato in occasione della Mostra

Mercato dello Zafferano dalle Poste Italiane in

collaborazione con l’Istituto Scolastico Comprensivo di

Cascia. L’ufficio mobile delle Poste Italiane rimarrà aperto

fino alle ore 18,30.

Ore 12,00 • La Via dell’oro

Degustazione guidata, da gastronomi ed enologi, di prodotti

tipici allo zafferano accompagnati da vini umbri, in

collaborazione con il CEDRAV. La degustazione è gratuita

con prenotazione obbligatoria.

Ore 13,30 • Ristoranti di Cascia

Zafferano a tavola

Degustazione di pietanze allo zafferano preparate dai

ristoratori di Cascia.

Ore 16,00 • Sagrato della Chiesa di S. Francesco

Spettacolo di musica e canti popolari della “Compagnia

del saltarello ascolano”

Ore 16,30 • Piazza Garibaldi

Degustazione gratuita dello zafferano e musica popolare

fra gli stands.

Ore 18,00 • La Via dell’oro

Degustazione guidata, da gastronomi ed enologi, di prodotti

tipici allo zafferano accompagnati da vini Umbri, in

collaborazione con il CEDRAV. La degustazione è gratuita

con prenotazione obbligatoria.

Ore 21,00 • Chiesa di S. Francesco

Concerto di Fortepiano e Baritono

Domenica 25 ottobre

Ore 09,00 • Piazza Garibaldi

Apertura del Mercato dello Zafferano.

Ore 09,30 • Partenza con pulmini da P.le Dante

Visita guidata ai campi di zafferano.

Ore 13,30 • Ristoranti di Cascia

Zafferano a tavola

Degustazione di pietanze allo zafferano preparate dai

ristoratori di Cascia

Ore 15,30 • Piazza Garibaldi e Piazza S. Francesco

Spettacolo musicale itinerante del gruppo “La Racchia di

Collescipoli”

Ore 16,30 • Piazza Garibaldi

Degustazione gratuita dello zafferano con musica popolare

fra gli stand e proclamazione del vincitore del concorso

“Zafferano in vetrina”.

Ore 17,30 • La Via dell’oro

Degustazione guidata, da gastronomi ed enologi, di prodotti

tipici allo zafferano accompagnati da vini Umbri, in

collaborazione con il CEDRAV. La degustazione è gratuita

con prenotazione obbligatoria.

Al crepuscolo chiusura della

Mostra Mercato

Per info e prenotazioni:

Ufficio Informazioni Cascia

Tel. 0743.71147

E-mail: info@iat.cascia.pg.it

Biblioteca Comunale

Tel. 0743.751368

E-mail: info@bibliocascia.it

March 27th, 2009 by admin

OVER DESIGN OVER

Materia, Tempo e Natura nel design contemporaneo

15 marzo – 13 aprile 2009

Rocca Paolina, Perugia

Inaugurazione sabato 14 marzo 2009

QUESTO NON È UN OROLOGIO
Genialità, umiltà e poesia nel design dell’intangibile

Di Andrea Margaritelli

L’apparenza è quella di una trottola, che giunta al termine del suo vorticoso esercizio di equilibrio con l’orgoglio di chi ha saputo lungamente tener testa alla forza di gravità, si è infine arresa alle leggi di natura, ed esausta di moto, da pochi istanti soltanto ha accettato di adagiarsi sul fianco.

La creazione del designer olandese Sander Mulder, una delle testimonianze chiamate in questo catalogo ad illustrare la sezione Tempo, in realtà è tutt’altro. E non è certamente l’unico caso, tra quelli presentati, che dimostra come l’apparenza possa offuscare la vista e spesso trarre in inganno, distogliendo l’attenzione da ciò che è essenziale. E che in fondo, vedremo, è anche il fuggevole, quanto ricercato, protagonista di Over Design Over.

“About Time”, questo il nome dell’oggetto in questione, si presenta come un largo cono, ingentilito dal profilo appena curvilineo delle generatrici, che ostenta all’osservatore la sua grande base circolare, di un nero elegante, satinato, completamente opaco. Solo una minuziosa grafia a caratteri bianchi orna, come un fregio, la sua circonferenza. Senza capo né coda, brevi frasi si rincorrono in girotondo per formare un unico periodo dal sapore scanzonato quanto vagamente ipnotico: “….dovrebbero essere più o meno le otto, ma se tu lo desideri, possono essere le nove, dopodiché si andrà verso le dieci, e inevitabilmente già inizi a pensare che sono le undici, ma ecco che invece realizzerai essere le dodici e prima ancora di accorgertene sono già arrivate le una, ….”. La funzione di semplice orologio, seppur originale per la sua inusuale carica di ironia, sembrerebbe così finalmente svelata, ma a ben guardare si tratta ancora di un’illusione.

Non è solo l’assenza di qualsiasi riferimento – della solida sicurezza della lancetta delle ore, così come dell’acuminato senso di precisione di quella dei minuti, per non parlare del ritmo singhiozzante dell’asticciola dei secondi – a disorientare e seminare dubbi. Il primo è presto risolto. “Eppur si muove!” avrebbe esclamato dopo breve attesa un designer pisano di altri tempi, passato alla storia per il suo spirito di osservazione e l’ostinata perseveranza. In effetti il corpo nero, con impercettibile movimento, rotola su sé stesso e, mentre imita le maniere del pianeta che tutti ci accoglie, ha la graziosa accortezza di segnalare l’ora, attraverso il punto di contatto della sua circonferenza con il piano di appoggio. Meglio sarebbe dire che indica semplicemente il trascorrere del tempo, perché la perfezione, si sa, non è di questo mondo. E del resto, con il disincanto della sua bianca filastrocca perimetrale, “About Time” mostra di esserne “perfettamente” consapevole.

Ma a voler grattare sotto gli strati superficiali della funzione, oltre che della forma e del colore, c’è ancora molto da scoprire. L’autore sostiene che la sua invenzione è un invito a sottrarsi ai ritmi frenetici della quotidianità e a recuperare il proprio tempo, oltre al significato degli aspetti fondamentali della vita. Ma anche oggetto pensato per stimolare la meditazione. In che modo? Difficile dirsi. D’altra parte si sa che i designer sono soliti tendere le loro fionde, magari anche impostando la direzione di tiro, ma non certo prevedendo l’esatto punto di impatto dei loro proiettili e, meno che meno, tutti i conseguenti effetti. Il risultato dipende spesso da fattori casuali, tra cui figura la sensibilità, del tutto soggettiva e imprevedibile, dei destinatari. Così come, d’altro canto, avviene per le opere d’arte. Non resta dunque che avanzare delle ipotesi, accettando anche di sottoporsi in prima persona a esperimento.

Di certo l’oggetto di Mulder ha capacità di smuovere pensieri e trascinare la mente altrove, se si è disposti a seguirlo. Gli orologi tradizionali, siano essi digitali o analogici, forse anche solo per effetto dell’abitudine, difficilmente riescono ancora ad innescare una riflessione sul senso del tempo e sulla sua origine. Il fatto cioè che è il movimento di rotazione della terra a scandire la differenza tra il prima e il dopo. Si dirà che è banale, perché tutti lo sappiamo e non serve certo l’intervento del design contemporaneo a ricordarcelo. Ma è anche vero, come affermava il celebre filosofo Friedrich Hegel che “nulla è meno intimamente conosciuto di ciò che è più manifesto e noto”. L’osservazione non è priva di conseguenze e, se approfondita, rischia di aprire una voragine. In un attimo ci si potrebbe ritrovare a fissare il grande disco nero con lo sguardo attonito di un astronauta che osservi la terra dallo spazio. Fatte le dovute proporzioni, se in un modellino in scala così tanto rimpicciolito il nostro pianeta avesse effettivamente le dimensioni di un palmo, dovremmo comunque cercare il Sole a oltre un miglio da noi e immaginare il confine della nostra galassia a ben tre miliardi di chilometri. Niente in confronto alle dimensioni dell’Universo: nonostante la riduzione lillipuziana, un simile presepe cosmico, per essere rappresentato nella sua interezza, richiederebbe infatti un ambiente con dimensioni di alcuni milioni di miliardi di chilometri.

Il senso di stupore dell’Uomo posto di fronte agli scenari celesti, che si riconosce improvvisamente aggrappato come un naufraga al suo minuscolo galleggiante, per giunta tutt’altro che stabile, è fenomeno antichissimo, ma sempre attuale. E ugualmente immutabile nei secoli appare il legame tra osservazione del cosmo, percezione del tempo, senso dell’esistenza e sentimento della morte. Come dimostrano efficacemente questi sorprendenti passi biblici tratti dal libro di Giobbe: “Egli stende il Settentrione sopra il vuoto, sospende la terra sul nulla, traccia un cerchio alla superficie delle acque dove ha termine la luce con la tenebra. L’uomo, nato di donna, è breve di giorni, ma sazio d’affanno: qual fiore egli spunta e avvizzisce, e fugge come un ombra, e mai si ferma. Se misurati sono i suoi giorni, e il numero dei suoi mesi è fissato da te, se gli ponesti un limite, ch’ei non può sorpassare, distogli lo sguardo da lui, si che riposi e si rallegri, qual mercenario della sua giornata.” Potrebbe rappresentare una variante, certamente meno spensierata e ironica, ma in fondo di analogo significato, per la frase circolare, a bianchi caratteri, del nostro oggetto di design.

Per illustrare lo spirito che anima la mostra Over Design Over abbiamo utilizzato l’esempio di un orologio, che in definitiva risulta essere tutt’altro che un orologio, e pur tuttavia non meno utile.

Per analogia, questo fatto richiama alla memoria un altro oggetto dalla vicenda quanto mai singolare; una storia del passato, realmente accaduta e documentata, che ha però tutto il fascino intrigante di una favola per bambini. Motivo che da solo giustifica, a nostro avviso, una divagazione, anche se il tema sembrerebbe condurci lontano dal design. Almeno in apparenza.

Ci troviamo in Inghilterra sul finire del Seicento. Una sequenza impressionante di incidenti navali sta mettendo a dura prova la flotta militare della nazione che è da secoli considerata l’indiscussa dominatrice dei mari. La questione, oltre che assai imbarazzante sul piano internazionale, scuote fortemente l’opinione pubblica in quanto il bilancio di vite umane appare sempre più drammatico. La motivazione è semplice: nonostante le carte geografiche a disposizione siano ormai dettagliatissime, i comandanti delle navi, giunti in acque lontane, non hanno alcun modo per stabilire con esattezza la loro posizione sul globo. O meglio, manca loro una coordinata.

Se puntando l’astrolabio diritto alla stella polare e squadrando l’orizzonte non è difficile per loro identificare con precisione la latitudine, ovvero la distanza dall’equatore, non esiste modo equivalente per stabilire la longitudine, che è l’altro parametro necessario. Manca infatti qualsiasi strumento in grado di misurarla con un minimo di attendibilità, stabilendo il meridiano di appartenenza. Gli errori di valutazione sono dell’ordine delle centinaia di miglia e gli effetti tragici: pensare di essere in un determinato punto del mare e trovarsi invece in tutt’altre acque significa poter improvvisamente cozzare contro uno scoglio inatteso e rischiare di veder colare a picco, in pochi minuti, l’imbarcazione con tutto il suo equipaggio.

Anche l’inizio del nuovo secolo non si apre sotto migliori auspici. Ma la goccia che fa traboccare il vaso cade la notte del 22 ottobre 1707 allorché l’ultimo incidente della serie, occorso sulle coste delle Isole Scilly, determina l’affondamento simultaneo di quattro navi e la morte di oltre due mila marinai. Nel 1714 il parlamento inglese, non avendo trovato altra via per porre fine a l’ecatombe, decide di bandire un concorso che non ha precedenti: ben ventimila sterline, una cifra astronomica per l’epoca, sono messi in palio come ricompensa per la prima persona che riuscirà a dare soluzione al problema. Un nugolo di scienziati – matematici, fisici, ma sopratutto astronomi – di ogni parte del mondo si getta alla ricerca della chiave capace di aprire l’ambitissimo forziere.
La Royal Society di Londra – l’esclusivo gruppo di studiosi inglesi costituito oltre cinquant’anni prima con lo scopo, tra gli altri, di risolvere la questione della longitudine, e che nonostante la presenza di personalità del calibro di Robert Hooke e Isaac Newton, non era ancora approdata ad alcuna conclusione utile – viene incaricata di vagliare la validità scientifica delle nuove proposte e di sottoporre a sperimentazione le più convincenti.

Dal momento che il problema della latitudine era stato in precedenza risolto osservando gli astri, gli sguardi di tutti si rivolgono ancora una volta verso il cielo.
Gli astronomi inglesi concentrano tutti i loro sforzi sul metodo delle distanze lunari ed iniziano ad elaborare abachi di inusitata complessità per tentare di prevedere, nel corso degli anni, l’itinerario della luna nel suo peregrinare tra le stelle fisse.
I colleghi francesi, tanto per distinguersi dagli avversari di oltremanica, intentano invece la strada, ancora più impervia, basata sulla descrizione delle orbite e fenomeni di occultamento dei satelliti gioviani. Dopo aver trascorso oltre quindici anni a fare calcoli – e non prima di essersi sincerato che pure il gruppo francese si trova ormai in una palude senza uscita – John Flamsteed, il capo delegazione inglese e primo astronomo del Regno, è infine costretto ad ammettere che i risultati ottenuti sono pochi e di scarsissima applicabilità.

Trattandosi di un concorso aperto a tutti, non mancano ovviamente anche le note di colore. Ecco allora che vediamo discussa e verificata, tra le altre, la proposta di Sir Kenelm Digby, che avanza il suo diritto di riscossione del favoloso montepremi sulla base della sua “polvere simpatica”, un miracoloso formulato alchemico capace di mettere in comunicazione tra loro due luoghi distanti anche migliaia di miglia attraverso gli effetti prodotti dalle bende medicali utilizzate per la cura di un cane ferito, previa, naturalmente, appropriata aspersione con il segretissimo ritrovato.

Sembra ormai persa ogni speranza quando nel 1735 innanzi alla dotta commissione giudicante si presenta tale John Harrison, falegname e carpentiere proveniente dalle campagne dello Yorkshire. L’artigiano, come passatempo, ama costruire manualmente orologi e, avendo saputo del concorso, desidera presentare la sua proposta: un orologio, appunto. Non però un orologio qualsiasi, di quelli cioè che si fabbricano normalmente per indicare l’ora, ma un meccanismo pensato per non sgarrare di un solo secondo anche in condizione estreme, appositamente concepito, cioè, per sopportare senza batter ciglio gli sbalzi più estremi di temperatura così come scuotimenti ed urti di ogni sorta. Un metro cubo di aggrovigliati ingranaggi per oltre quaranta chili di peso: comunque sia, un orologio!

John Harrison fa presente agli scettici esaminatori togati, allineati di fronte a lui, che è sufficiente imbarcare il suo congegno su una nave per conoscere in ogni momento, ma soprattutto in ogni parte del globo, la corrispondente ora esatta del porto di partenza.
Il resto sarebbe stato un gioco da ragazzi: confrontandola con l’ora locale, facilmente desumibile misurando la posizione del sole, per semplice differenza si sarebbe trovata la tanto ricercata longitudine… Se lo scopritore delle Americhe non avesse già stabilito un precedente, oggi forse parleremmo dell’”orologio di Harrison” anziché dell’”uovo di Colombo”.

Fatto sta che il problema era stato brillantemente risolto!

Harrison aveva potuto raggiungere lo scopo solo grazie al fatto che non aveva scartato a priori un’idea apparentemente scontata, ma da tutti ritenuta impercorribile per insormontabili ostacoli tecnici. Cuore della sua invenzione era infatti semplicemente un bilanciere bimetallico, che traendo spunto da un’esperienza artigianale mutuata dalla costruzione dei più affidabili meccanismi di serratura per armadi portavalori, riusciva a compensare le dilatazioni termiche tramite l’accoppiamento di materiali differenti. Nonostante tutte le perplessità avanzate e i mille ostacoli posti dalla comunità scientifica al riconoscimento della soluzione, le prove in mare confermarono l’assoluta funzionalità della sua creazione, che conobbe nel corso degli anni una serie di perfezionamenti. Il modello definitivo, ridotto ad appena una dozzina di centimetri di diametro e di sorprendente pregio estetico, vide la luce nel 1759. Imbarcato sulla nave inglese Deptford raggiunse la Giamaica dimostrando di aver perso, durante tutto il suo tragitto, non più di 5 secondi!

Harrison, soddisfatto, affermò : “penso di poter dire con orgoglio che non esista altro oggetto meccanico al mondo che sia più bello o interessante come costruzione di questo mio orologio o marcatempo per la longitudine”.

A seguito di anni di controversie, ma anche di molte vite salvate, la Royal Society of London for the promotion of Natural Knowledge dovette infine ammettere pubblicamente che l’umile falegname di Foulby era stato “l’autore della più importante scoperta scientifica o di contributo alla scienza” Solo nel 1772, ormai ottantenne, venne ufficialmente riconosciuto vincitore del concorso e ricevette il premio direttamente dalle mani del Re d’Inghilterra Giorgio III.

La ricompensa, per la cronaca, oltre che quanto mai tardiva gli fu consegnata dimezzata nell’importo, poiché la potente lobby dei luminari della scienza era riuscita a convincere il parlamento inglese che anche il lunghissimo lavoro svolto a scovare la soluzione tra le stelle meritava un suo paritetico riconoscimento. Queste cose accadevano nel lontano secolo decimo ottavo, quando ancora il mondo accademico appariva chiuso su sé stesso, e talvolta protervo.

Tanto per fare un paragone che ci riporti al presente, il fatto che un carpentiere, abituato a tirar su case, abbia potuto ideare un orologio così radicalmente nuovo traendo spunto da una serratura, sarebbe come ipotizzare che ai nostri tempi un architetto possa progettare, anziché un edificio, un’innovativa lampada da terra ispirandosi, che so…, ad una canna da pesca. E spingendo oltre la fantasia, immaginare magari che una simile creazione arrivi a conquistare il maggior premio internazionale per il design ed addirittura possa finire esposta nei principali musei del mondo. Sarebbe davvero una rivoluzione…tolemaica. Degna cioè di un mondo immaginifico ove, senza altre regole precostituite, la genialità dell’Uomo è riportata al centro dell’universo.

In ogni modo esaminando, uno per uno, i punti chiave del successo di John Harrison – non solo il suo approccio non convenzionale al problema, l’apertura di pensiero e spontaneità creativa, la ricerca di ciò che va al di là delle semplici apparenze, ma anche, e soprattutto, la sua intima conoscenza della Materia, il suo innato senso del Tempo, e la sua rispettosa osservazione della Natura – siamo convinti che il nostro orologiaio autodidatta avrebbe avuto tutte le carte in regola per figurare tra i designer di Over Design Over.

Qualcuno potrebbe magari obiettare che il suo non è design contemporaneo.

Ma sarebbe tutto da dimostrare.

April 30th, 2008 by ime

SANT’ANATOLIA DI NARCO

“Primavera in Valnerina”: Mostra-Mercato del giardinaggio e del florovivaismo.

2 maggio ore 15.00 inaugurazione e apertura della mostra

3-4 Maggio, orario apertura dalle 9.00 alle 19.30. Biglietto all’ingresso € 3,00.

Complesso Abbaziale dei Santi Felice e Mauro.

“Primavera in Valnerina”: Mostra-Mercato del giardinaggio e del florovivaismo.Il 2, 3 e 4 maggio il complesso romanico dei Santi Felice e Mauro, che la tradizione vuole edificato nel 1190 su un preesistente insediamento monastico del VI sec. fa da sfondo alla manifestazione Primavera in Valnerina, dove protagonista è la natura nei suoi aspetti del florovivaismo e del giardinaggio di qualità. In uno splendido scenario è possibile visitare stands espositivi dedicati agli amanti del giardinaggio, dove sarà possibile acquistare le diverse specie di piante officinali o rare, d’arredamento o commestibili, ed assistere a dimostrazioni sull’arte dell’intreccio di vegetali, primo fra tutti il vimini. Sarà inoltre possibile assistere alla realizzazione istantanea di oggetti in ebano da parte di un abilissimo artigiano. In questi giorni chi voglia conoscere le essenze arboree e floreali autoctone, può visitare il Giardino Appenninico della Comunità Montana della Valnerina, poco distante dall’Abbazia di S. Felice, che pensato come Parco Didattico Appenninico ripropone tutte le fasce fitoclimatiche, dall’ambiente fluviale a quello montano degli Appennini, e che nei due giorni della manifestazione ospita Convegni ed Incontri sul vasto argomento del mondo delle piante.

April 23rd, 2008 by ime

Assisi antiquariato

In tutto sono 90 gli espositori che interverranno in occasione di questo storico e singolare evento umbro, giunto ormai alla sua 36° Edizione.
Ricercate e insolite manifestazioni d’arte esalteranno gli occhi del visitatore attraverso l’esposizione di dipinti, arredi antichi, preziosi scritti e quant’altro.
Novità assoluta di quest’edizione la possibilità data agli ospiti di conoscere la tecnica del restauro e le particolarità della sua applicazione, attraverso la presenza in loco di grandi restauratori.
Scopo dell’evento la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio nazionale e internazionale dell’antiquariato.
Sede dell’evento Umbria Fiere – Bastia Umbra.
Dal 25 Aprile 2008 al 4 Maggio 2008

Fonte: bellaumbria.net

March 17th, 2008 by admin

Terre del SagrantinoA Montefalco nei giorni 22, 23 e 24 Marzo si svolgerà la manifestazione Terre del Sagrantino, mostra mercato dei vini e prodotti tipici e artigianali della zona. Saranno presenti i vini di Montefalco, il Rosso e il Sagrantino, sia nella versione secca che passita, l’olio DOP Umbria Colli Martani, mieli, norcineria e prodotti artigianali come le ceramiche e i tessuti di Montefalco. La mostra mercato si svolgerà nei locali dell’ex convento di Sant’Agostino, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, mentre in conteporanea si svolgeranno vari eventi, come degustazioni organizzate dal centro nazionale Vini Passiti, che ha proprio sede a Montefalco, la passeggiata dei sapori, alla scoperta di vini e prodotti tipici, per finire il Lunedi di Pasqua con la tipica gara della Ciuccetta..

March 2nd, 2008 by admin

Orvieto con Gusto 2008Il prestigioso evento enogastronomico, nato nell’ottobre 1997 in occasione di un memorabile congresso internazionale di Slow Food a Orvieto, ti aspetta per la sua XII edizione. Vieni ad Orvieto e scopri la capitale delle Cittaslow attraverso esperienze sensoriali uniche. Orvieto con Gusto è la più grande manifestazione dedicata al buon cibo e ai grandi vini del territorio. Dal 29 Settembre al 5 Ottobre esperienze e sapienze indimenticabili all’insegna di Slow Food. Tra queste la Passeggiata del Gusto nel centro storico, Laboratori del Gusto a tema, Cene Golose al Palazzo del Gusto con prodotti di territorio, il Mediterraneo in Tavola, il Mercato della Terra, Visite guidate nelle Fattorie Didattiche, Stage di educazione al gusto dedicati ai bambini, animazione e affabulazioni nelle vie e nelle piazze.

Ufficio Congressi e Manifestazioni
c/o Centro Congressi
Palazzo del Popolo, Orvieto
0763 344644 – FAX 0763 344611
info@orvietocongusto.it

Prenotazioni Tel 0763 391077
Fax 0763 344611
e-mail: prenotazioni@orvietocongusto.it
Vendita diretta biglietti:
dal lunedì al venerdì dal 1/9 al 4/10
Palazzo del Popolo (dalle 10.00 alle 12.30 – dalle 16 alle 18.30)
Per “Orvieto a Tavola” le prenotazioni si fanno direttamente presso i ristoranti.

Alcune foto dell’edizione passata di Orvieto con gusto 

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

Orvieto con Gusto 2007 foto

February 18th, 2008 by admin

Mostra Oro Giallo Oro Verde
Palazzo Casagrande

19 importanti artisti e la cultura dell’olio. Questi gli ingredienti della mostra organizzata dall’Associazione CONTEMPORANEA e dal Comune di Campello sul Clitunno, che si svolgerà all’interno della suggestiva cornice di Palazzo Casagrande, in occasione della “XXI Festa dei Frantoi”.
La mostra nasce dall’esigenza di creare uno scambio tra l’arte italiana e quella internazionale in una terra, come l’Umbria, talvolta ancora chiusa alle nuove tendenze.
Lo spazio di Campello sul Clitunno potrà essere un vivace punto di incontro per chi conosce già l’arte contemporanea, e vuole essere tenuto al corrente delle novità, e per chi ha voglia di confronti. Palazzo Casagrande, nel cui piano nobile si svolge l’evento, è una costruzione della fine del XVIII secolo, realizzata su progetto del grande architetto neoclassico Giuseppe Valadier e collocata proprio nel centro di Campello sul Clitunno, di cui rappresenta un’opera di grande valore storico ed artistico.
Con questo spirito ed in questa cornice si svolgerà l’iniziativa pensata da CONTEMPORANEA un’associazione animata dalla promotrice Loredana Bucchi e dall’artista umbro Graziano Marini.
La promotrice del progetto, fondatrice dell’associazione, gestisce tutta l’attività con l’aiuto di collaboratori qualificati, seleziona i progetti da attuare all’interno e al di fuori dello spazio. Mira ad avvicinare ogni target, dai bambini, attraverso la “ Giornata d’artista”, giunta quest’anno alla sua X° edizione, agli adulti che hanno voglia di fare.
Per l’evento/mostra ORO GIALLO ORO VERDE del 1 marzo 2008 con inaugurazione alle ore 18.00 CONTEMPORANEA ha invitato i seguenti artisti: Carlo Alari – Karen Bamonte – Tommaso Cascella – Andrea De Carvalho – Massimo Diosono – Henk Donker – Marino Ficola – Gary Jo Gardenhire – Elfrida Gubbini – Graziano Marini - Afranio Metalli – Riccardo Morelli – Barbara Novelli – Jasmina Rubcic – Virginia Ryan – Franco Troiani – Lisa Wade – Rolando Zucchini – Maria Elena Giorgini – i quali esporranno le loro opere per un omaggio all’olio come simbolo prezioso.

Sede espositiva: Palazzo Casagrande La Bianca Campello sul Clitunno PG
Date: 01 -30 marzo 2008
Orario mostra: venerdi sabato domenica 10.00/13.00 – 16.00/19.00

February 2nd, 2008 by admin

Pintoricchio

Dal 2 febbraio al 29 giugno 2008, l’evento clou della cultura in Umbria, con una grande mostra dedicata a questo raffinato maestro del Rinascimento, simbolo della città di Perugia

Pintoricchio - Santa Maria dei FossiUna splendida mostra dedicata a Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, sarà l’evento clou della cultura in Umbria per il 2008. Sarà infatti allestita dal 2 febbraio al 29 giugno a Perugia e in altri luoghi umbri, per la prima volta una rassegna pressoché completa delle opere del grande Maestro, uno dei protagonisti del Rinascimento Italiano, artista-simbolo della città di Perugia, in occasione del 550° anniversario della nascita.

Il programma, elaborato da un comitato scientifico presieduto da Vittoria Garibaldi e composto da studiosi e specialisti di rilievo internazionale, si sviluppa intorno a una mostra principale, realizzata a Perugia, nella sede della Galleria Nazionale dell’Umbria, dove sarà possibile ammirare gran parte delle opere su tavola e dei disegni del grande pittore perugino, riuniti per la prima volta in un percorso monografico e dislocazioni nel territorio dove sono presenti testimonianze pittoriche di Pintoricchio.

Uno speciale collegamento esterno all’esposizione, ma di complementare riferimento, sarà realizzato a Spello, per la valorizzazione della “Cappella Bella” nella locale Chiesa di S. Maria Maggiore, capolavoro dell’artista.

Sezioni della mostra

Pintoricchio - Disputa di Gesu con i dottoriNella rassegna monografica che si aprirà a Perugia saranno esposte quasi tutte le opere mobili esistenti di Pintoricchio, alcune delle quali mai viste in Italia, insieme ad una importante selezione di opere coeve, provenienti dai maggiori musei italiani, europei e americani. Sarà così finalmente possibile comprendere la vera grandezza dell’artista umbro e dimostrare come abbia avuto un ruolo di primo piano nel panorama artistico del Rinascimento in Italia centrale. Le opere sono suddivise nelle seguenti sezioni:

1. I pittori perugini e le loro botteghe
2. Tra Roma e Perugia
3. Tra Perugia e Siena (1495-1502)
4. Cappella Bella – Santa Maria Maggiore Spello
5. Pintoricchio e Raffaello
6. La fortuna del Pintoricchio in Umbria
7. Disegni

Spello – Cappella bella

Nella navata sinistra della chiesa di Santa Maria Maggiore si apre la “Cappella Bella”, fregiata di affreschi eseguiti tra la fine dell’estate del 1500 e la primavera del 1501 dal Pintoricchio su commissione di Troilo Baglioni, priore della collegiata ed esponente di primo piano dell’illustre famiglia perugina.

Pintoricchio - AutoritrattoSulle pareti sono dipinti a sinistra l’Annunciazione, con gustosi episodi di vita quotidiana in lontananza, in fondo l’Adorazione dei pastori, con la Cavalcata dei Magi che si snoda in secondo piano, a destra la Disputa di Gesù con i dottori. Nella volta sono affrescate le Sibille Tiburtina, Eritrea, Europea, Samia. La vivacità cromatica, unita alla freschezza narrativa nel rigore dell’impianto spaziale, accentuata dal lucido riverbero del pavimento maiolicato, valsero a quest’ambiente l’appellativo popolare di “cappella Bella”, con il quale è oggi universalmente noto.
Un’opera di notevole impegno, un capolavoro assoluto del Rinascimento Italiano.

Per l’occasione sarà inaugurato un particolare allestimento illuminotecnico che consentirà la migliore fruizione del prestigioso ciclo pittorico, accompagnato da un accurato apparato didattico per la presentazione degli aspetti storico-artistici, iconografici e tecnici dell’opera. Nella stessa sede spellana, saranno inoltre realizzate originali iniziative di accoglienza con proposte teatrali e percorsi guidati inediti alla città.

Nella vicina Pinacoteca è allestita una mostra, “Pintoricchio e le arti minori”, che con tessuti, codici miniati, intagli lignei, oreficerie e ceramiche, documenta la vivacità di produzione a lui coeva e il debito stilistico nei confronti del pittore.

Itinerari

Un particolare interesse è riservato alla “riscoperta” delle testimonianze pittoriche ancora presenti nei luoghi di origine, che permetterà di ampliare l’offerta culturale con itinerari sul territorio coinvolgendo altri centri umbri:

* Perugia – Palazzo Baldeschi al Corso – Madonna col Bambino (acquistata recentemente in un’asta al Dorotheum di Vienna dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia)
* Perugia, San Martino in Colle – chiesa della Madonna del Feltro – affresco Madonna che adora il Bambino leggente incoronata da Angeli
* Spello – Chiesa di S. Andrea – Pala con la Madonna col Bambino e Santi
* Trevi – Complesso museale di San Francesco – Madonna con Bambino benedicente
* Spoleto – Cattedrale di Santa Maria Assunta – Cattedrale di Santa Maria Assunta Cappella di San Leonardo
* Orvieto – Cattedrale di Santa Maria Assunta – affreschi con San Marco e Sant’Ambrogio
* Città di Castello – Museo del Duomo – Madonna col Bambino e San Giovannino

La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la collaborazione di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Spello e Fondazione Cassa Risparmio Perugia.

Si avvale anche di un qualificato comitato scientifico presieduto da Vittoria Garibaldi e composto da Cristina Acidini Luchinat, Alessandro Angelici, Tiziana Biganti, Francesco Buranelli, Keith Christiansen, Nicole Dacos, Lucia Fornari Scianchi, Vittoria Garibaldi, Roberto Guerrini, Tom Henry, Francesco Federico Mancini, Paola Mercurelli Salari, Arnold Nesselrath, Antonio Paolucci, Pietro Scarpellini , Rita Silvestrelli.

Per la mostra verrà realizzato un prestigioso catalogo, che rappresenterà la più completa monografia su Pintoricchio realizzato da Silvana editoriale.

In occasione della mostra l’Ensemble Laus Veris, composto da musicisti provenienti da tutta Europa, produrrà un cd con musiche tratte da codici coevi a Pintoricchio, fra i quali il manoscritto G 20 conservato nella Biblioteca Augusta di Perugia ed eseguite con gli strumenti raffigurati negli appartamenti Borgia in Vaticano e ricostruiti per l’occasione.

Sito web www.mostrapintoricchio.it

January 30th, 2008 by admin

Febbraio in mostra – L’arte in Valle Umbra

A TREVI, fino al 17 febbraio, la mostra <em>Outing! Accademie allo scoperto</em> sulle Accademie di Belle Arti, dedicata a quella di Sassari. Palazzo Lucarini, dal martedì alla domenica, ore 16-19. A MONTEFALCO, fino all’8 marzo, la mostra “Angelo Moriconi nella pittura romana dal 1954 al 1977″: rassegna antologica del pittore folignate, attivo in Umbria, Roma e Stati Uniti dal 1952 al 1977, anno della scomparsa. Museo di San Francesco, dal martedì alla domenica, ore 10.30-13 e 14.30-17. Info: tel 0742 379598. A FOLIGNO, fino al 10 febbraio, mostra di Luigi Frappi. In esposizione i suoi celebri paesaggi e le nature morte. Palazzo Trinci, ore 9-13 e 15-19 (chiuso il lunedì). Info: tel 0742 330584. Sempre a FOLIGNO, <em>Luci della memoria</em>, mostra di pittura ispirata alla deportazione nazista. Biblioteca Comunale (tel 0742 330610), dal 2 al 16 febbraio. A SPELLO, fino al 10 febbraio, la mostra “Wunderkammern F/65, un luogo per la mente, il buco nel sogno” di Sara Scalas. Fenestella Wunderkammern, via Giulia, angolo via Piazza delle Foglie III. Info: tel 347 9044911

Fonte: IAT Foligno