Informazioni turistiche e enogastronomiche sull'Umbria
March 29th, 2008 by ime

Il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio: la sua storia è fatta di entusiasmi che hanno richiamato pittori e artigiani a decorare, oltre che alla sala di spettacolo, anche un Caffè, luogo d’incontri e discussioni, permeata dall’arte girovaga di quei tempi, da filodrammatiche incostanti quanto le nuove meraviglie del cinema e poi balli di carnevale… fino alla decadenza che, alla fine degli anni cinquanta del ventesimo secolo, fu decretata dai nuovi tempi. Le case che gli fanno da cerchia si svuotarono e il Teatro della Concordia cadde nell’oblio romantico delle rovine aristocratiche da mostrare all’occasionale turista straniero. Esemplare la sua rinascita! Una specie di favola che racconta Nello Latini, custode di una memoria storica, ex ufficiale postale di Monte Castello, dove gli stupori di un bimbo povero per quegli affreschi fantastico-allegorici, i sogni per storie sentite recitare quasi di soppiatto, poi le avventure di recite straordinarie come attore della filodrammatica hanno fatto da detonatore ad un amore testardo per quel luogo delle fantasie sue e dei suoi paesani. Un amore che ha obbligato al suo restauro e al ritorno dell’orgoglio dei cittadini riuniti intorno all’Associazione Società del Teatro della Concordia, che oltre a mostrarlo oggi ai sempre più numerosi visitatori, ha come obiettivo la sua rinascita come teatro vero, non più come teatro delle memorie locali.

Ricostituita nel 1993, l’associazione culturale Società del Teatro della Concordia, che si è ridata il nome della originaria società di gestione, si è prefissa di realizzare la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico costituito dal Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio. L’adoperarsi per promuovere la cultura e l’arte, compresa la diffusione, il coordinamento, la programmazione e la produzione d’iniziative e manifestazioni culturali in genere, al fine di favorire i processi di crescita e qualificazione del settore teatrale, è una scelta operativa per fare di Monte Castello di Vibio un polo culturale europeo. E qui, nel Teatro della Concordia, costruito piccolo a misura del suo paese, l’artista vive un momento di enfasi con il pubblico, sente il suo respiro e la sua arte diventa poesia. Una struttura architettonica unica per quei palchetti di legno quercino, opera di un geniale mastro falegname e fortemente mantenuta dagli architetti Mario Struzzi e Paolo Leonelli nell’abile ristrutturazione che ha riportato in vita il piccolo teatro. Oggi qui, un’associazione di volontari, più che altro giovani, esprimono con incisività una vera essenza d’impegno civile nella gestione di questo bene, adoperandosi al fine di garantire una piena efficienza, dalla stagione teatrale, che offre un nutrito numero di spettacoli, alla gestione del teatro museo per le visite ed altri eventi. Chi ci sostiene sono i numerosi visitatori che scoprono in questo luogo minore dell’Umbria il piacere di passare un emozionante week-end nella magica atmosfera della bomboniera della cultura.

Con il francobollo messo da Poste Italiane nel 2002 per il patrimonio artistico e culturale italiano, il presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato questo messaggio a testimoniare il ruolo di cellula viva del tessuto vitale dell’Italia: L’emissione di un francobollo celebrativo conferisce giusto e orgoglioso risalto al Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, esempio di recupero e di promozione della tradizione scenica e rappresentativa italiana. Il Teatro, un piccolo gioiello in un piccolo comune, è stato costruito a misura del paese che lo ospita. Il suo restauro testimonia la cura e l’impegno a custodire l’identità italiana. Rinnovare questa istituzione come luogo di incontro valorizza la memoria del passato e rilancia oggi la cultura come ragione ulteriore di un sereno e comune vivere civile. Con questo animo, esprimo apprezzamento agli organizzatori della manifestazione e invio a tutti i presenti un cordiale saluto augurale.

Oggi è importante riconoscere che un bene storico ammirato e apprezzato per la sua fruibilità, grazie alla gestione attiva, può costituire l’occasione di uno sviluppo economico per una comunità dalle radice agrarie.

Tratto da: www.teatropiccolo.it

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